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Cominciare con piccoli passi

Quando manca la scuola….

Disegnare e predisporre immagini, senza una specifica scuola al disegno, alle spalle lascerà sempre la sensazione in chi guarda, di incompiuto, l’immagine apparirà poco comunicativa, sciatta trasmettendo una cattiva impressione di sé, volendo parlare di tecnica, è come mettersi la cravatta non sapendo fare il nodo o meglio un nodo corretto, che sia di piacevole aspetto, che non lasci indifferenti allo sguardo, questa è l’impressione che lasciano i miei disegnini, si DISEGNINI come li chiamo io perchè sono di piccolo formato, di scarso valore intrinseco, una loro particolarità che li fa apprezzare è che ognuno di loro, chi più chi meno, hanno sempre, il suscitare alla visione, un sentimento oserei dire poetico, forse perché fatti in scioltezza, come quando si scarabocchia, durante una noiosa telefonata, la mano scorre libera sulla tavoletta grafica, lasciando il suo segno in corsa, sullo schermo, quindi posso dire che gran parte di loro sono esperienze dell’inconscio, la riproduzione di immagine elaborate e riemerse nell’occasione, per queste reputo siano degne d’essere guardate.

BUTTATA

Come una bottiglia abbandonata, vuota, usata, consumata, con un piccolo rimasuglio rimasto e non finito, segno di sazietà? di raggiunto limite? quante possono essere le ragioni, anche una semplice bottiglia vuota a quante storie può far risalire, una immagine può essere motivo di riflessione, una riflessione a tempo perso, un cruciverba senza lo stampato e la biro tra le mani.

Pocanzi è appena uscito, per incontrarsi con Praticamente.

Nel dialogare comune si sentono termini che paiono più cognomi di persone, mi danno questa sensazione quando li sento per radio, per televisione mentre ascolto distrattamente, mentre sto facendo altro, quando le parole sono un sottofondo di rumori vari, questi vocaboli mi sembrano proprio delle persone come possono essere Bianchi Rossi e così via, ve ne sono anche molte altre che ora non mi vengono in mente, prenderò nota quando mi capiterà di sentirle, per farne poi un elenco e per inventati una storia figurata e trasformarle, le parole in personaggi.

Un ponte, viadotto imponente e fortemente trafficato, luogo di aggregazione sociale?

Veramente non ho ben capito, immagino volesse dire, questo novello Ministro, che nei pressi, su lontane terrazze panoramiche, sotto, e comunque distanti e non sul viadotto certamente, almeno spero, se così non fosse ne sarei molto preoccupato per quanto ne possa valere, avrei seri dubbi sulla sua preparazione e sulla salute mentale, probabilmente in trance esistenziale, (troppi impegni in breve tempo) la paura mascherata, dietro tante parole un poco anche a vanvera per rispondere a tutte le domande poste da giornalisti, colpevoli e consapevoli nella ricerca di dichiarazioni sensazionali, un modo nuovo per dare una legittimità a false notizie, che false non sono perchè espresse dal Ministro, ma nei fatti lo sono, per la momentanea confusione mentale di cui coinvolto, generata da un incarico più grande delle sue forze
e possibilità.

Ditemi se questo è un pensiero diffuso e non un semplice atto di opposizione strumentale.

Perchè Nuova Tipografia?

Perchè Nuova Tipografia?

Può essere che una tecnica che ha origine dall’anno 1.400 sia Nuova? ebbene, nuova per come cerco di farla apprezzare ora, il principio, è sicuramente invariato, imprimere una matrice, sia quella la classica composizione di caratteri, in piombo o in legno che si voglia, non è mutata, anche se si deve considerare la difficoltà, la forte difficoltà dal reperire, trovare, si proprio trovare andando alla ricerca in sperduti piccoli paesi, dove esisteva una tipografia e sperare di trovare il vecchio tipografo, (introvabile peggio del miglior fungo del bosco) qualche parente che magari sà indicare, una cantina, un deposito dove potrebbe trovarsi qualche abbandonata attrezzatura, qualche sopravvissuto carattere da stampa, comunque un’operazione impossibile, poi visto che ultimamente l’interesse verso questo antico mestiere è in crescita, hanno qualche cosa, che però vogliono vendere a caro prezzo, e naturalmente non hanno alcun interesse a tramandare questo lavoro, vedasi gli antiquari, i commercianti modernariato, che vendono lettere singole di caratteri dell’alfabeto, per farne soprammobili, basi di tavolini e fusti di lampade, attrezzi che erano poco valorizzati all’epoca ed ancora meno oggi, per la maggior parte addirittura sconosciuti.

Dopo questo lungo appunto su uno solo dei tanti problemi che si presentano, rimane lo spiegare cosa intendo per nuovo modo si imprimere, utilizzare la semplice regola base della stampa, che la forma adatta ad essere riprodotta a stampa, debba avere uno spessore il altezza ed una planarità orizzontale, parametro da rispettare per consentire che questa matrice altrenativa, innovativa, sia il tramite preciso per la stampa, questo manufatto dallo spessore di mm. 23,33, altezza il più possibile precisa e piana in tutta la sua area, dia la possibilità d’essere inchiostrata, potrà essere di qualunque materiale, legno, plastica, metallo, gomma ecc. ecc. e pronta a ricevere l’inchiostro che sarà distribuito con un rullo, o latro, basta che l’inchiostro sia distribuito in modo omogeneo su tutta la sua ampiezza.

Un modo comunque definito nuovo per l’estetica dell’immagine prodotta, riprodotta con il principio immutato nel tempo della tipografia di base, privilegiando la manualità, l’uso delle mani in tutte le operazioni, la forza fisica, anche se non eccessiva, e il pensiero applicato alla cratività personale.