Quando manca la scuola….
Disegnare e predisporre immagini, senza una specifica scuola al disegno, alle spalle lascerà sempre la sensazione in chi guarda, di incompiuto, l’immagine apparirà poco comunicativa, sciatta trasmettendo una cattiva impressione di sé, volendo parlare di tecnica, è come mettersi la cravatta non sapendo fare il nodo o meglio un nodo corretto, che sia di piacevole aspetto, che non lasci indifferenti allo sguardo, questa è l’impressione che lasciano i miei disegnini, si DISEGNINI come li chiamo io perchè sono di piccolo formato, di scarso valore intrinseco, una loro particolarità che li fa apprezzare è che ognuno di loro, chi più chi meno, hanno sempre, il suscitare alla visione, un sentimento oserei dire poetico, forse perché fatti in scioltezza, come quando si scarabocchia, durante una noiosa telefonata, la mano scorre libera sulla tavoletta grafica, lasciando il suo segno in corsa, sullo schermo, quindi posso dire che gran parte di loro sono esperienze dell’inconscio, la riproduzione di immagine elaborate e riemerse nell’occasione, per queste reputo siano degne d’essere guardate.

Come una bottiglia abbandonata, vuota, usata, consumata, con un piccolo rimasuglio rimasto e non finito, segno di sazietà? di raggiunto limite? quante possono essere le ragioni, anche una semplice bottiglia vuota a quante storie può far risalire, una immagine può essere motivo di riflessione, una riflessione a tempo perso, un cruciverba senza lo stampato e la biro tra le mani.
